A TUTTI I SINDACI DELL'AREA DEL TERREMOTO
Il terremoto del 6 aprile che ha colpito l'Aquila ed il territorio della sua provincia, ha inferto una ferita che sanguinera' per tanti anni. E' un terremoto atipico. Atipico non solo perche' ha interessato un'area molto vasta con molti centri abitati, ma anche perche' ha colpito in maniera devastante un capoluogo di regione.
Ha colpito il "luogo" di riferimento di tutti i comuni della provincia e dell'Abruzzo.
La prima priorita', e' quindi, quella di "ricostruire", non solo sotto l'aspetto edilizio ed urbanistico la citta' dell'Aquila, ma anche tutto il territorio che "gravita" su di essa. Quel territorio, i campanili, i castelli, i borghi, che nel 1254 contribuirono alla fondazione della "citta dell'Aquila". Ora e' giunto il momento di rimettersi tutti insieme a riprogettare un nuovo assetto di territorio e "rifondare" la citta' dell'Aquila.
L'Aquila dovra' continuare ad essere il riferimento culturale, amministrativo, politico, istituzionale, di tutto il territorio; ma il territorio deve diventare la linfa vitale da cui attingere. E' necessario che i sindaci del circondario aquilano, si mettano insieme intorno ad un tavolo con il Sindaco dell'Aquila e con le altre istituzioni, Provincia e Regione, traccino le direttrici dello sviluppo di tutto il territorio: con l'Aquila che deve diventare la "citta' territorio" in cui ogni singolo comune puo' trovare il suo spazio vitale, di riorganizzazione e di sviluppo.
E' tutto il territorio che deve tornare a crescere in una logica che vede l'Aquila centro motore di funzioni e di servizi. Riorganizzare il territorio secondo la propria vocazione, che e' oggi rappresentata dal turismo e dal terziario avanzato. Sono questi i due settori su cui fare leva per riorganizzare la rinascita dell'Aquila e del suo territorio.
L'Universita' al primo posto con le sue attivita' didattiche, i suoi centri di ricerca dovra' essere riorganizzata, delocalizzando dove e' possibile alcune attivita' (corsi di laurea, centri di ricerca) in modo da far vivere e sviluppare anche il territorio circostante.
Pensare di delocalizzare in uno dei tanti piccoli comuni colpiti dal sisma, un corso di laurea di 200-300 studenti, realizzando per essi i relativi alloggi, diventerebbe per quel comune, per quella parte di territorio e per le sue popolazioni, una grande occasione per attivare nuove attivita' economiche e quindi nuovi posti di lavoro, frenando cosi il triste fenomeno dello spopolamento e dell'abbandono dei paesi di montagna.
Se questo ragionamento, esteso anche alla possibilita' di decentrare altre attivita nel settore del terziario, venisse esteso a buona parte dei comuni che si presentano per posizione geografica, per presenza di infrastrutture, per facilita' di collegamento, per specificita' ambientali ecc, si puo' facilmente comprendere quale puo' essere la portata di questo fenomeno e quali effetti benefici puo' avere per il rilancio e consolidamento dell'economia del territorio.
Lo stesso puo' dirsi per l'industria del turismo con tutte le sue articolazioni. Si pensi ad esempio a quali effetti benefici, non solo per i territori direttamente interessati ma anche per quelli limitrofi, potrebbe avere la immediata realizzazione di interventi di potenziamento delle infrastrutture esistenti sia per lo sci che per le attivita' escursionistiche, sentieristiche, e ricettive in genere.
E' necessario rivedere e rendere immediatamente piu' attualizzabile, in termini di valore aggiunto, tutto cio' che una coraggiosa politica di valorizzazione e tutela ambientale deve essere messo in campo da tutti i parchi ricadenti nel territorio dell'area terremotata. Politiche e scelte che devono necessariamente integrarsi e fondersi con le altre attivita' turistiche che il nostro territorio offre, costituendo cosi un unicum su cui poggiare il rilancio turistico di buona parte del territorio colpito dal sisma.
L'aquila dovra' tornare ad essere il riferimento di tutto il territorio riappropriandosi del ruolo guida che ha sempre avuto nel corso degli anni; con una Universita' piu' moderna, un polo industriale di qualita', un centro storico ricostruito e ricco di attivita' economiche, commerciali, e soprattutto culturali, con il suo teatro, i suoi ristoranti tipici, le scuole d'arte, le sue botteghe artigiane, le sue chiese, i suoi musei, le sue piazze, i suoi uffici, i suoi vicoli ricchi di storia e di suggestioni.
Spetta alla classe politica locale e nazionale saper coniugare le impellenti necessita' di questi giorni con quelle della visone dello sviluppo futuro di questa parte importante delle aree interne dell'Abruzzo.
Il Sindaco di Rocca di Mezzo
Ing. Emilio Nusca
