L'Altopiano delle Rocche nel parco naturale
L'Altopiano delle Rocche, la media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana e la Marsica
settentrionale sono le quattro zone che costituiscono il Parco Naturale
Regionale del Sirente-Velino che oggi, dopo oltre venti anni dalle prime
proposte, sta diventando una realtà: un territorio ricco di storia, di
pregevoli presenze storiche, architettoniche ed archeologiche, di ambienti
naturali unici, di suggestivi scenari appenninici, di presenze faunistiche e
floristiche rare.
Ognuna delle quattro zone citate ha caratteristiche diverse e proprio questo rende il
Parco del Sirente-Velino del tutto originale.
L'Altopiano delle Rocche è caratterizzato da un sistema di altopiani posti a quote diverse
1) Altopiano di Rocca di Mezzo
2) Altopiano di Ovindoli
3) Altopiano dei Piani di Pezza
4) Piano del Sirente
5) Piano di Iano
Circondati da alcune delle catene montuose più imponenti di tutto l'Appennino: il
massiccio del Velino con le cime gemelle del Velino (2.486 m. s.l.m.) e del Cafornia
(2.424 m. s.l.m.), il massiccio del Sirente dall'aspetto dolomitico nel
versante settentrionale e dolcemente degradante in quello meridionale e con la
vetta a 2.348 m.s.l.m.
Pascoli di alta quota e faggete imponenti come quella del Sirente che si estende per
oltre 15 Km, fanno dell'Altopiano delle Rocche uno degli ambienti più
interessanti dell'Appennino centrale; non a caso in questa zona nidificano ben
quattro coppie di aquile: una delle più alte concentrazioni d'Italia.
Di notevole interesse ambientale sono poi i centri storici che presidiano
l'Altopiano: Ovindoli, Rovere, con il suo borgo fortificato medioevale in corso
di restauro, Rocca di Mezzo, sede del Parco, Rocca di Cambio, con la chiesa
romanica di S. Lucia che presenta al suo interno un interessantissimo ciclo di
affreschi, Terranera e Fontavignone.
Ai margini settentrionali dell'Altopiano delle Rocche si trovano poi le pagliare
di Fontecchio, Tione e Fagnano, disabitate, ma oggetto in questi ultimi anni di
accurati restauri, la cui presenza era un tempo legata alla "transumanza
verticale" tra la valle dell'Aterno e lo stesso Altopiano delle Rocche. La
media valle dell'Aterno e la valle Subequana sono invece maggiormente
caratterizzate da una significativa presenza di beni storici, architettonici e
archeologici: Fontecchio con la stupenda fontana trecentesca di scuola
viterbese ed i Conventi dei Cappuccini e di S. Francesco; la frazione Castello
di Fagnano, con i resti di un borgo fortificato; Tione degli Abruzzi con le
Torri di Tione e di Cavallone, la Chiesa di S. Maria del Ponte nella omonima
frazione, ed il convengo di S. Giorgio; Gagliano Aterno con il suo castello,
ora privato, il convento di S. Chiara, oggi sede di una scuola del Corpo
Forestale dello Stato e la chiesa madre di S. Martino con un pregevole portale
trecentesco; Castelvecchio Subequo, al centro di una zona molto ricca dal punto
di vista archeologico con presenze italiche e paleocristiane come il cimitero
ipogeo nei pressi della chiesa di S. Agata; Acciano, centro di notevole valore
ambientale, con oltre 15 chiese nel proprio territorio comunale e con le torri
nelle frazioni di Beffi e Roccapreturo.
Dalla parte opposta, nel versante marsicano del Parco, di notevole interesse sono le
torri di Aielli, Collarmele e S. Iona, che erano parte integrante del sistema
di avvistamento a controllo dei percorsi che conducevano a Celano; nei pressi
di Aielli si trova il recinto fortificato italico di Monte Secine, uno dei più
importanti di tutta la Marsica e presso Rosciolo la chiesa di S. Maria in Valle
Porclaneta. E questo solo per citare alcune delle numerosissime presenze di
interesse architettonico e archeologico che fnano di questo Parco uno dei più
interessanti di tutto l'Appennino.
